di Marco Cagnotti

A volte l’anticlericalismo mi disturba un po’. Sia chiaro: lo capisco. Di più: lo condivido. Ci mancherebbe. Però, più che alle lagnanze anticlericali, preferisco interessarmi al problema filosofico dell’esistenza di Dio. Mi sembra più stimolante. Problema con una soluzione inevitabile: Dio non esiste. Palese, per chiunque ragioni in modo razionale. Assodato questo, tutto il resto vien da sé: la Chiesa è un sistema di potere arcaico e fondato sulla superstizione, chi rifiuta i suoi dogmi è discriminato… eccetera eccetera. Lapalissiano: l’anticlericalismo è una naturale conseguenza dell’ateismo e dovrebbe essere quasi superfluo difenderlo come prassi.

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Dal GAS

di Shevek

Non pensavo. Davvero, non fino a questo punto. Certo, che ‘sto Paese fosse pieno di fascisti intolleranti ormai lo avevo capito. E quasi me n’ero fatto una ragione. Chi me lo fa fare di discutere con ‘sta gente, ché tanto non cambia nulla e io mi faccio solo il sangue acido? Gli garba vivere in una cultura gretta e blindata? Se la tengano. Gli piace vegetare nel loro microcosmo, illusi che l’universo mondo ruoti intorno al loro ombelico ticinese? Chissenefrega. Ma arrivare a tanto… no, beh, dai, no. Ecco perché non volevo scrivere un articolo come questo. Non pensavo di doverlo scrivere. Invece no: mi tocca. Perché non reggo. Perché siamo arrivati troppo oltre. Così mi è salito lo schifo dal profondo e proprio non riesco a star zitto.

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di Marco Cagnotti

Una religione teista rivelata (ovvero l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam, per intenderci) è compatibile con una società aperta, tollerante, democratica? Pensando alle stragi degli ultimi anni, si direbbe di no. “Invece sì”, affermano i sostenitori delle versioni moderate delle religioni, “perché i terroristi sono fanatici fondamentalisti, traditori del vero spirito delle nostre fedi, in realtà tutte accomunate dall’amore e dalla pace, come sanno bene i credenti sinceri”. Ah ah.

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di Marco Cagnotti

Cerchi un libro di filosofia? Un libro convincente perché ben argomentato? Un libro capace di sollecitare riflessioni profonde? Allora non è questo. Perché il saggio di Maisel è una specie di manuale di auto-aiuto per chi si vuole disintossicare dalla fede religiosa e dalle stronzate paranormali: stesso tono entusiastico, stessa ambizione evangelizzatrice, stesso florilegio di testimonianze di convertiti. Ma la sostanza filosofica non c’è. Nemmeno un po’.

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di Marco Cagnotti

Questo libro fallisce uno dei suoi scopi. Ma lo fallisce bene. E lo scopri solo alla fine.

Aikin e Talisse sono due filosofi statunitensi. Atei dichiarati, soffrono dello stigma sociale del loro sciagurato e bigotto Paese, dove chi non crede in Dio dev’essere per forza uno stronzo degenerato e immorale: questa la convinzione dello statunitense quadratico medio. A dimostrarlo – raccontano i due autori – le demenziali Costituzioni di alcuni Stati. Scopriamo così, per esempio, che in Tennessee un ateo non può avere un impiego negli uffici dell’amministrazione pubblica e che in Arkansas non può nemmeno deporre in tribunale. Poi dice la democrazia americana. ‘Stocazzo. Sicché Aikin e Talisse si sobbarcano l’ingrato compito di dimostrare ai loro concittadini come un ateo possa essere una persona non solo civile e onesta, ma anche dotata di un senso morale, sebbene privo di un fondamento divino.

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Dal GAS

di Shevek

Esiste una regola universale: “La gente non sceglie la copia, quando può avere l’originale”. È una buona regola, finora comprovata dall’esperienza. Una regola spesso ribadita a Sinistra: “Noi non dobbiamo diventare incivili come i leghisti, non dobbiamo parlare come loro, scrivere come loro, né dobbiamo condurre le loro battaglie xenofobe, non solo perché non è giusto e noi siamo migliori di loro, ma anche perché sarebbe controproducente, facendoci perdere i voti dei nostri simpatizzanti senza peraltro portarci i voti dei leghisti, fedeli comunque al loro partito”. Vero. Verissimo. Sacrosanta verità.

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Dal GAS

di Shevek

Non pensavo. Davvero, eh. Proprio non le prevedevo tante reazioni incazzose nei commenti al mio articolo (http://gas.social/2016/05/30/sono-un-buzzurro-sono-anche-un-criminale/) sui due ragazzini musulmani di Basilea. Mi sembrava di aver scritto delle tali ovvietà… Invece…

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Dal GAS

di Shevek

Questa pretesa di omologazione culturale mi ha frantumato le gonadi oltre ogni dire. Non ti adegui a qualsiasi-cosa-qualche-rompicoglioni-identitario-pretende-essere-una-consuetudine-elvetica? Ipso facto diventi una merda indegna di vivere in Svizzera. Cheppalle!

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Dal GAS

di Shevek

Quest’idea fa schifo.

È inutile cercare eufemismi. È vano avventurarsi in complicate disquisizioni economiche sul Modello Müller/Straub o su quello B.I.E.N. per soppesare pregi e difetti e valutare la sostenibilità del reddito di base incondizionato nell’ambito dei meccanismi produttivi svizzeri, considerata la ridistribuzione del PIL finalizzata alla riduzione delle disuguaglianze e… balle! Tutte balle. Il problema è nei fondamenti: quest’idea fa schifo, appunto.

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Da Confronti n. 85, 9 marzo 2016

di Marco Cagnotti

George Bernard Shaw ha scritto: «Per ogni problema complesso, c’è sempre una soluzione semplice. Che è sbagliata». E proprio sulle soluzioni semplici ma sbagliate si fonda il successo della Destra. Che fare? Lo abbiamo chiesto a Pietro Martinelli.

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di Marco Cagnotti

“Lo scopo di questo libro non è dimostrare l’inesistenza degli dei”: questo spiega Harrison proprio all’inizio. E qui sta quel suo pizzico di ipocrisia. Infatti il suo saggio sembra animato dalla più ampia apertura agli argomenti dei credenti. Sembra solo, però. In apparenza. Ché di fatto, invece, è uno dei libri più devastanti perché, smontando le ragioni della fede, argomenta a favore dell’ateismo. Ed è più efficace, nella sua semplicità, di certi tomi di Dawkins e di Dennett, per dire. Forse anche perché è più ordinato e schematico.

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di Marco Cagnotti

“…un cane rognoso”: ha scritto davvero così? Oppure era solo una similitudine? Cosa fosse poco importa: se anche non era offensiva, era quanto meno inelegante.

E che dire poi dell’augurio di veder morire i propri figli? Brutto, proprio brutto. Di più: orrendo. A maggior ragione perché scritto da una persona di Sinistra.

No, non va bene. Per niente. Ma come siamo arrivati fino a questo schifo?

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Da Confronti n. 82, 9 dicembre 2015

di Marco Cagnotti

Tanto tempo fa, le magnifiche sorti e progressive ci venivano descritte dalla fantascienza: una società in cui la tecnologia si sarebbe così evoluta da consentire a tutti di godersi un tempo libero quasi infinito nel quale realizzarsi seguendo le proprie passioni. Bei tempi. Bei sogni. Intanto il 2000 è passato, nel XXI secolo ormai siamo entrati da un pezzo, e noialtri si sgobba come sempre. La tecnologia ci ha resi sì più produttivi, ma invece di farci lavorare di meno ci fa lavorare di più e produrre ancora di più. Il tempo libero? Sparito. Fagocitato pure quello, ché ormai con gli smartphone siamo raggiungibili sempre e ovunque, per smaltire le incombenze dell’ufficio anche di notte, nei giorni festivi, in vacanza. Perché? Per guadagnarci la pagnotta, come sempre. Andiamo però alla radice della faccenda è poniamoci la Madre di Tutte le Domande: chi ha detto che la pagnotta dev’essere per forza guadagnata con il lavoro?

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Da Confronti n. 81, 28 ottobre 2015

di Marco Cagnotti

Lorenzo Quadri: il campione dell’assenteismo. Lorenzo Quadri: fonte di costi e di fastidi inutili per l’Amministrazione federale. Lorenzo Quadri: uno e trino, rimbalzante come una pallina da flipper fra Palazzo federale a Berna, il Municipio a Lugano, la redazione de «il Mattino» in via Monte Boglia. Lorenzo Quadri: con un reddito a 5 zeri ma sedicente paladino dei Ticinesi poveri, dei disoccupati, dei «noss vecc» con il minimo dell’AVS. Tutto ciò è di pubblico dominio: basta consultare i media per saperlo. Eppure…

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Dal GAS

di Marco Cagnotti

Premessa: da ateo, del magistero della Chiesa cattolica me ne frego. Non lo trovo vincolante per le mie scelte. Mi tocca quanto il magistero del buddhismo tibetano o dello shintoismo, per intenderci. Però mi interessa in quanto fenomeno umano (“Homo sum, humani nihil a me alienum puto”). Perciò osservo curioso e mi interrogo. E per esempio mi chiedo: perché i Cattolici rompono tanto sull’omosessualità? Le sentinelle in piedi a leggere in silenzio i loro libri per protesta (ma contro cosa?), la stupida battaglia contro la “teoria del gender” (come se esistesse una roba simile), i Family Day con le famiglie tradizionali nelle piazze (ma di quale tradizione?): tutte manifestazioni di un’intolleranza verso chi non si adegua al quadretto canonico della coppia composta da uomo, donna e prole.

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Dal GAS

di Shevek

270 maschi, anziani, celibi e casti. Tutti insieme a parlare di famiglia e di sesso. Per spiegare agli altri… tutti gli altri… che cosa si può e che cosa non si può fare. Questo è il Sinodo sulla famiglia convocato dalla Chiesa cattolica: un raduno di vecchi per farsi le pippe mentali.

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Dal GAS

di Marco Cagnotti

Una lunga spiaggia sul mare. Ombrelloni ovunque. Tuffi. Schizzi. Caldo. Molto caldo. E due gelatai sulla collina, a guardar giù e a pensare come dividersi il territorio. Semplice: in parti uguali. Cioè alle estremità, ciascuno a servire i clienti di mezza spiaggia. Così comincia la convivenza. E all’inizio funziona bene: i bagnanti si rivolgono al gelataio più vicino e tutti sono contenti. Finché…

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Dal GAS

di Marco Cagnotti

L’orda dei barbari: così appare il flusso migratorio agli occhi dell’Europeo aggrappato al proprio benessere come una patella su uno scoglio. Quell’Europeo schizofrenico, strattonato fra opposte emozioni: da un lato la pietà umana per il cadavere del bambino sulla spiaggia e dall’altro la paura di fronte ai barconi carichi di potenziali terroristi o perfino di portatori di malattie micidiali (come la scabbia, ah ah). Così, fra un borbottìo gastrointestinale e un barlume di pensiero intelligente, la grande assente rimane sempre lei: la razionalità. Che invece dovrebbe giustificare ogni reazione. Ora, per un approccio razionale al problema dei profughi (perché è un problema, per noi e per loro, e questo nessuno lo nega), ci vogliono anzitutto le cifre. Vediamole rispondendo a 5 domande.

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Dal GAS

di Garzullo

Dunque c’è questa tipa negli Stati Uniti, questa Kim Davis. Vive a Rowan, nel Kentucky, e fa la funzionaria dello Stato. Il suo caso ha suscitato scalpore Oltreoceano e un po’ anche qua perché la tipa si è rifiutata di rilasciare licenze di matrimonio agli omosessuali e s’è beccata cinque giorni di galera. Fa obiezione di coscienza, ha detto. E tutti i bigottoni giù a lodarla e a solidarizzare con lei perché vittima di una persecuzione per le sue idee religiose. Ieri le agenzie di stampa hanno battuto la notizia delle congratulazioni fatte da Papa Francesco alla tipa. “Brava, continua così”, pare le abbia detto il Papa. Cioè – capito? – proprio il Papa, quello che “Chi sono io per giudicare i gay?”, ha fatto i complimenti alla tipa contraria ai matrimoni dei gay. Beh, ‘sticazzi.

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Dal GAS

di Shevek

Adesso sono tutti incazzati. Perché Claudio Zali è stato seguito, pedinato, spiato da alcuni Leghisti indignati per presunti comportamenti del ministro poco coerenti con l’ideologia leghista. Pare. Così riferisce Tio. E per questo s’incazzano i simpatizzanti di Zali.

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Dal GAS

di Marco Cagnotti

Allunghi la mano, afferri l’erogatore, lo ficchi nel serbatoio, fai il pieno. Poi vai alla cassa e paghi. Magari con qualche senso di colpa, perché se avessi preso i mezzi pubblici avresti inquinato meno. Ma certo non ti senti un assassino. Nemmeno complice di assassini. Nemmeno alla lontana. Tu ami la vita e ogni assassinio ti indigna. Giusto?

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Dal GAS

di Marco Cagnotti

…e non ti spiegano perché: in poche parole, ecco l’aumento dei premi di cassa malati.

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Da Confronti n. 80, 23 settembre 2015

di Marco Cagnotti

La propaganda xenofoba della Lega e dell’UDC martella sempre sullo stesso concetto: «Padroni a casa nostra». Traduzione: «Non vogliamo stranieri a dirci cosa fare e come gestire la nostra collettività». Corollari: niente immigrati di religione non cristiana perché inquinano le nostre – ma nostre di chi?… in questo Paese non esistono gli atei? – tradizioni cristiane, nessuna intromissione dell’Unione europea nelle decisioni del popolo svizzero, nessuna superiorità del diritto internazionale su quello nazionale e via discorrendo. Ora, tutto ciò ci disgusta, com’è ovvio. Ma potremmo pure discuterne, se il difetto più grande di codesti presunti paladini dell’autonomia elvetica non stesse nel loro strabismo interessato: ti fanno vedere solo quel che gli garba. E così ti fregano, dirottando la tua attenzione. Per esempio lontano dal TTIP e dal TISA. Mai sentiti nominare su «il Mattino»? Ops.

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Dal GAS

di Marco Cagnotti

“12 morti nel naufragio di un barcone di migranti”: che effetto ti fa? Ammettilo: poco. Ne muoiono tanti, ogni settimana. “12” ormai è solo un numero in una statistica. Clicchi su un altro link e abbandoni quella pagina e quel pensiero. L’indomani tutto è dimenticato.

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Da Confronti n. 79, 9 settembre 2015

di Marco Cagnotti

Per noi pari sono: stessa ideologia neoliberista, stesse fissazioni identitarie, stessa xenofobia, stessa chiusura mentale. Una col faccino più pulito e presentabile, l’altra più volgare e sbracata. Ma poi, quando serve, son lì a far comunella. Come adesso per le Elezioni federali. Tuttavia, pur essendo entrambe agli antipodi delle nostre idee, non sono affatto equivalenti. L’UDC è meglio della Lega, non solo per la sua minore volgarità. Bensì, quanto meno, per la sua coerenza.

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Da Confronti n. 79, 9 settembre 2015

di Marco Cagnotti

Marco Bazzi, dopo aver flirtato con la Lega fin dai tempi di Teleticino, spiega in un editoriale su Liberatv (il portale informativo con decine di migliaia di fan su Facebook provenienti dall’Africa e dall’Asia) che forse sì, diamine, un po’ si è esagerato con la xenofobia. Amanda Rückert scrive su Facebook (testuale!): «Mi da fastidio, terribilmente fastidio, questo accanimento contro le persone che fuggono, contro i migranti, contro i singoli». L’UDC ticinese scarica senza tentennamenti il suo addetto stampa razzista, Corrado Galimberti.

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Dal GAS

di Shevek

Che fai? Ti fidi? Certo che ti fidi. Di cos’altro dovresti fidarti, se non dei tuoi occhi? Così, quando ti arriva a casa un volantino ricco di belle immagini a colori, lo guardi, lo studi bene, pilucchi il testo qua e là, osservi le foto e per finire ti indigni. E concludi: davvero ci sono troppi immigrati, il nostro povero Paese sta subendo un’invasione, non se ne può più, dobbiamo difenderci. Beh, tu non lo sai, ma ti hanno fregato.

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Dal GAS

di Shevek

Secondo una vecchia battuta diffusa fra i fisici, Carlo Rubbia è diventato insopportabile perché ha vinto il Nobel e Antonino Zichichi perché non lo ha vinto. Lo scienziato siculo ormai ci ha abituati a sproloqui su tutto e di più: dalla teologia al clima. Di solito sparando fesserie a ruota libera. Per esempio, secondo lui Einstein era credente in Dio. Scempiaggine clamorosa: Einstein era un panteista spinoziano. Per non dire del clima: Zichichi è un convinto negazionista dell’origine antropica del riscaldamento globale. Stavolta Antonino ci prova perfino con l’epidemiologia e…

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Dal GAS

di Marco Cagnotti

Sul funerale pacchiano e religioso di Vittorio Casamonica è stato detto molto. Allora forse è il caso di puntualizzare un paio di cosette passate quasi inosservate.

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Dal GAS

di Shevek

Sembra un bollettino di guerra. Oggi 13 chilometri di code. Ieri 8. L’altroieri addirittura 15. Sicché t’immagini un serpentone di metallo: scatole di latta immobili, sotto il sole cocente. Gente accaldata, affranta, assetata. Bambini, anziani, animali da compagnia… tutti a soffrire nell’attesa. Il solito drammone estivo dell’esodo turistico attraverso le Alpi, per colpa dello stramaledetto tunnel a una canna sola. “Ah, signora mia! Quando ci sarà il secondo tunnel la finiremo con ‘ste colonne!”. Beh, son balle.

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