Dal GAS

di Shevek

Esiste una regola universale: “La gente non sceglie la copia, quando può avere l’originale”. È una buona regola, finora comprovata dall’esperienza. Una regola spesso ribadita a Sinistra: “Noi non dobbiamo diventare incivili come i leghisti, non dobbiamo parlare come loro, scrivere come loro, né dobbiamo condurre le loro battaglie xenofobe, non solo perché non è giusto e noi siamo migliori di loro, ma anche perché sarebbe controproducente, facendoci perdere i voti dei nostri simpatizzanti senza peraltro portarci i voti dei leghisti, fedeli comunque al loro partito”. Vero. Verissimo. Sacrosanta verità.

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Dal GAS

di Shevek

Non pensavo. Davvero, eh. Proprio non le prevedevo tante reazioni incazzose nei commenti al mio articolo (http://gas.social/2016/05/30/sono-un-buzzurro-sono-anche-un-criminale/) sui due ragazzini musulmani di Basilea. Mi sembrava di aver scritto delle tali ovvietà… Invece…

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Dal GAS

di Shevek

Questa pretesa di omologazione culturale mi ha frantumato le gonadi oltre ogni dire. Non ti adegui a qualsiasi-cosa-qualche-rompicoglioni-identitario-pretende-essere-una-consuetudine-elvetica? Ipso facto diventi una merda indegna di vivere in Svizzera. Cheppalle!

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Dal GAS

di Shevek

Quest’idea fa schifo.

È inutile cercare eufemismi. È vano avventurarsi in complicate disquisizioni economiche sul Modello Müller/Straub o su quello B.I.E.N. per soppesare pregi e difetti e valutare la sostenibilità del reddito di base incondizionato nell’ambito dei meccanismi produttivi svizzeri, considerata la ridistribuzione del PIL finalizzata alla riduzione delle disuguaglianze e… balle! Tutte balle. Il problema è nei fondamenti: quest’idea fa schifo, appunto.

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Da Confronti n. 85, 9 marzo 2016

di Marco Cagnotti

George Bernard Shaw ha scritto: «Per ogni problema complesso, c’è sempre una soluzione semplice. Che è sbagliata». E proprio sulle soluzioni semplici ma sbagliate si fonda il successo della Destra. Che fare? Lo abbiamo chiesto a Pietro Martinelli.

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di Marco Cagnotti

“Lo scopo di questo libro non è dimostrare l’inesistenza degli dei”: questo spiega Harrison proprio all’inizio. E qui sta quel suo pizzico di ipocrisia. Infatti il suo saggio sembra animato dalla più ampia apertura agli argomenti dei credenti. Sembra solo, però. In apparenza. Ché di fatto, invece, è uno dei libri più devastanti perché, smontando le ragioni della fede, argomenta a favore dell’ateismo. Ed è più efficace, nella sua semplicità, di certi tomi di Dawkins e di Dennett, per dire. Forse anche perché è più ordinato e schematico.

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di Marco Cagnotti

“…un cane rognoso”: ha scritto davvero così? Oppure era solo una similitudine? Cosa fosse poco importa: se anche non era offensiva, era quanto meno inelegante.

E che dire poi dell’augurio di veder morire i propri figli? Brutto, proprio brutto. Di più: orrendo. A maggior ragione perché scritto da una persona di Sinistra.

No, non va bene. Per niente. Ma come siamo arrivati fino a questo schifo?

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Da Confronti n. 82, 9 dicembre 2015

di Marco Cagnotti

Tanto tempo fa, le magnifiche sorti e progressive ci venivano descritte dalla fantascienza: una società in cui la tecnologia si sarebbe così evoluta da consentire a tutti di godersi un tempo libero quasi infinito nel quale realizzarsi seguendo le proprie passioni. Bei tempi. Bei sogni. Intanto il 2000 è passato, nel XXI secolo ormai siamo entrati da un pezzo, e noialtri si sgobba come sempre. La tecnologia ci ha resi sì più produttivi, ma invece di farci lavorare di meno ci fa lavorare di più e produrre ancora di più. Il tempo libero? Sparito. Fagocitato pure quello, ché ormai con gli smartphone siamo raggiungibili sempre e ovunque, per smaltire le incombenze dell’ufficio anche di notte, nei giorni festivi, in vacanza. Perché? Per guadagnarci la pagnotta, come sempre. Andiamo però alla radice della faccenda è poniamoci la Madre di Tutte le Domande: chi ha detto che la pagnotta dev’essere per forza guadagnata con il lavoro?

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Da Confronti n. 81, 28 ottobre 2015

di Marco Cagnotti

Lorenzo Quadri: il campione dell’assenteismo. Lorenzo Quadri: fonte di costi e di fastidi inutili per l’Amministrazione federale. Lorenzo Quadri: uno e trino, rimbalzante come una pallina da flipper fra Palazzo federale a Berna, il Municipio a Lugano, la redazione de «il Mattino» in via Monte Boglia. Lorenzo Quadri: con un reddito a 5 zeri ma sedicente paladino dei Ticinesi poveri, dei disoccupati, dei «noss vecc» con il minimo dell’AVS. Tutto ciò è di pubblico dominio: basta consultare i media per saperlo. Eppure…

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di Marco Cagnotti

Premessa: da ateo, del magistero della Chiesa cattolica me ne frego. Non lo trovo vincolante per le mie scelte. Mi tocca quanto il magistero del buddhismo tibetano o dello shintoismo, per intenderci. Però mi interessa in quanto fenomeno umano (“Homo sum, humani nihil a me alienum puto”). Perciò osservo curioso e mi interrogo. E per esempio mi chiedo: perché i Cattolici rompono tanto sull’omosessualità? Le sentinelle in piedi a leggere in silenzio i loro libri per protesta (ma contro cosa?), la stupida battaglia contro la “teoria del gender” (come se esistesse una roba simile), i Family Day con le famiglie tradizionali nelle piazze (ma di quale tradizione?): tutte manifestazioni di un’intolleranza verso chi non si adegua al quadretto canonico della coppia composta da uomo, donna e prole.

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Dal GAS

di Shevek

270 maschi, anziani, celibi e casti. Tutti insieme a parlare di famiglia e di sesso. Per spiegare agli altri… tutti gli altri… che cosa si può e che cosa non si può fare. Questo è il Sinodo sulla famiglia convocato dalla Chiesa cattolica: un raduno di vecchi per farsi le pippe mentali.

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Dal GAS

di Marco Cagnotti

Una lunga spiaggia sul mare. Ombrelloni ovunque. Tuffi. Schizzi. Caldo. Molto caldo. E due gelatai sulla collina, a guardar giù e a pensare come dividersi il territorio. Semplice: in parti uguali. Cioè alle estremità, ciascuno a servire i clienti di mezza spiaggia. Così comincia la convivenza. E all’inizio funziona bene: i bagnanti si rivolgono al gelataio più vicino e tutti sono contenti. Finché…

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Dal GAS

di Marco Cagnotti

L’orda dei barbari: così appare il flusso migratorio agli occhi dell’Europeo aggrappato al proprio benessere come una patella su uno scoglio. Quell’Europeo schizofrenico, strattonato fra opposte emozioni: da un lato la pietà umana per il cadavere del bambino sulla spiaggia e dall’altro la paura di fronte ai barconi carichi di potenziali terroristi o perfino di portatori di malattie micidiali (come la scabbia, ah ah). Così, fra un borbottìo gastrointestinale e un barlume di pensiero intelligente, la grande assente rimane sempre lei: la razionalità. Che invece dovrebbe giustificare ogni reazione. Ora, per un approccio razionale al problema dei profughi (perché è un problema, per noi e per loro, e questo nessuno lo nega), ci vogliono anzitutto le cifre. Vediamole rispondendo a 5 domande.

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di Garzullo

Dunque c’è questa tipa negli Stati Uniti, questa Kim Davis. Vive a Rowan, nel Kentucky, e fa la funzionaria dello Stato. Il suo caso ha suscitato scalpore Oltreoceano e un po’ anche qua perché la tipa si è rifiutata di rilasciare licenze di matrimonio agli omosessuali e s’è beccata cinque giorni di galera. Fa obiezione di coscienza, ha detto. E tutti i bigottoni giù a lodarla e a solidarizzare con lei perché vittima di una persecuzione per le sue idee religiose. Ieri le agenzie di stampa hanno battuto la notizia delle congratulazioni fatte da Papa Francesco alla tipa. “Brava, continua così”, pare le abbia detto il Papa. Cioè – capito? – proprio il Papa, quello che “Chi sono io per giudicare i gay?”, ha fatto i complimenti alla tipa contraria ai matrimoni dei gay. Beh, ‘sticazzi.

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di Shevek

Adesso sono tutti incazzati. Perché Claudio Zali è stato seguito, pedinato, spiato da alcuni Leghisti indignati per presunti comportamenti del ministro poco coerenti con l’ideologia leghista. Pare. Così riferisce Tio. E per questo s’incazzano i simpatizzanti di Zali.

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di Marco Cagnotti

Allunghi la mano, afferri l’erogatore, lo ficchi nel serbatoio, fai il pieno. Poi vai alla cassa e paghi. Magari con qualche senso di colpa, perché se avessi preso i mezzi pubblici avresti inquinato meno. Ma certo non ti senti un assassino. Nemmeno complice di assassini. Nemmeno alla lontana. Tu ami la vita e ogni assassinio ti indigna. Giusto?

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di Marco Cagnotti

…e non ti spiegano perché: in poche parole, ecco l’aumento dei premi di cassa malati.

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Da Confronti n. 80, 23 settembre 2015

di Marco Cagnotti

La propaganda xenofoba della Lega e dell’UDC martella sempre sullo stesso concetto: «Padroni a casa nostra». Traduzione: «Non vogliamo stranieri a dirci cosa fare e come gestire la nostra collettività». Corollari: niente immigrati di religione non cristiana perché inquinano le nostre – ma nostre di chi?… in questo Paese non esistono gli atei? – tradizioni cristiane, nessuna intromissione dell’Unione europea nelle decisioni del popolo svizzero, nessuna superiorità del diritto internazionale su quello nazionale e via discorrendo. Ora, tutto ciò ci disgusta, com’è ovvio. Ma potremmo pure discuterne, se il difetto più grande di codesti presunti paladini dell’autonomia elvetica non stesse nel loro strabismo interessato: ti fanno vedere solo quel che gli garba. E così ti fregano, dirottando la tua attenzione. Per esempio lontano dal TTIP e dal TISA. Mai sentiti nominare su «il Mattino»? Ops.

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Dal GAS

di Marco Cagnotti

“12 morti nel naufragio di un barcone di migranti”: che effetto ti fa? Ammettilo: poco. Ne muoiono tanti, ogni settimana. “12” ormai è solo un numero in una statistica. Clicchi su un altro link e abbandoni quella pagina e quel pensiero. L’indomani tutto è dimenticato.

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Da Confronti n. 79, 9 settembre 2015

di Marco Cagnotti

Per noi pari sono: stessa ideologia neoliberista, stesse fissazioni identitarie, stessa xenofobia, stessa chiusura mentale. Una col faccino più pulito e presentabile, l’altra più volgare e sbracata. Ma poi, quando serve, son lì a far comunella. Come adesso per le Elezioni federali. Tuttavia, pur essendo entrambe agli antipodi delle nostre idee, non sono affatto equivalenti. L’UDC è meglio della Lega, non solo per la sua minore volgarità. Bensì, quanto meno, per la sua coerenza.

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Da Confronti n. 79, 9 settembre 2015

di Marco Cagnotti

Marco Bazzi, dopo aver flirtato con la Lega fin dai tempi di Teleticino, spiega in un editoriale su Liberatv (il portale informativo con decine di migliaia di fan su Facebook provenienti dall’Africa e dall’Asia) che forse sì, diamine, un po’ si è esagerato con la xenofobia. Amanda Rückert scrive su Facebook (testuale!): «Mi da fastidio, terribilmente fastidio, questo accanimento contro le persone che fuggono, contro i migranti, contro i singoli». L’UDC ticinese scarica senza tentennamenti il suo addetto stampa razzista, Corrado Galimberti.

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di Shevek

Che fai? Ti fidi? Certo che ti fidi. Di cos’altro dovresti fidarti, se non dei tuoi occhi? Così, quando ti arriva a casa un volantino ricco di belle immagini a colori, lo guardi, lo studi bene, pilucchi il testo qua e là, osservi le foto e per finire ti indigni. E concludi: davvero ci sono troppi immigrati, il nostro povero Paese sta subendo un’invasione, non se ne può più, dobbiamo difenderci. Beh, tu non lo sai, ma ti hanno fregato.

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Dal GAS

di Shevek

Secondo una vecchia battuta diffusa fra i fisici, Carlo Rubbia è diventato insopportabile perché ha vinto il Nobel e Antonino Zichichi perché non lo ha vinto. Lo scienziato siculo ormai ci ha abituati a sproloqui su tutto e di più: dalla teologia al clima. Di solito sparando fesserie a ruota libera. Per esempio, secondo lui Einstein era credente in Dio. Scempiaggine clamorosa: Einstein era un panteista spinoziano. Per non dire del clima: Zichichi è un convinto negazionista dell’origine antropica del riscaldamento globale. Stavolta Antonino ci prova perfino con l’epidemiologia e…

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di Marco Cagnotti

Sul funerale pacchiano e religioso di Vittorio Casamonica è stato detto molto. Allora forse è il caso di puntualizzare un paio di cosette passate quasi inosservate.

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di Shevek

Sembra un bollettino di guerra. Oggi 13 chilometri di code. Ieri 8. L’altroieri addirittura 15. Sicché t’immagini un serpentone di metallo: scatole di latta immobili, sotto il sole cocente. Gente accaldata, affranta, assetata. Bambini, anziani, animali da compagnia… tutti a soffrire nell’attesa. Il solito drammone estivo dell’esodo turistico attraverso le Alpi, per colpa dello stramaledetto tunnel a una canna sola. “Ah, signora mia! Quando ci sarà il secondo tunnel la finiremo con ‘ste colonne!”. Beh, son balle.

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di Marco Cagnotti

Poche cose fanno incazzare come l’ingiustizia. Prendi il fisco, per esempio: il problema non è pagare le tasse – ché quello, lo sai, è necessario per far funzionare la società – ma pagarle tutti il giusto. Quando scopri che un libero professionista ha evaso le tasse per migliaia o perfino decine di migliaia di franchi, a te, contribuente onesto fino all’ultimo centesimo, non girano le palle? Ti senti un fesso, no? Beh, per qualcuno è legale. E non sono migliaia, ma miliardi.

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Dal GAS

di Marco Cagnotti

A leggere il pattume mediatico leghista sembra un’emergenza: un’orda sterminata di profughi preme alle porte dell’Europa, quindi anche della Svizzera. E nemmeno profughi veri. No no. Profughi finti. Simulatori di guerre e persecuzioni. Ma quanti sono davvero? E quanto ci costano?

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Da Confronti n. 78, 29 luglio 2015

di Marco Cagnotti

L’auto del frontaliere ormai è diventata un genere giornalistico peculiare della stampa leghista. Complici i lettori del mattinonline, veri e propri cultori della delazione anti-frontaliera, ogni 3 per 2 sul portale Web di via Monte Boglia compare qualche foto di auto con targa italiana nelle situazioni più improbabili: sulle strisce pedonali, in divieto di sosta, in mezzo alla strada, a cavallo di due parcheggi vuoti. Segue una lettera indignata per la mancanza di disciplina stradale dei «badini», non paghi di fregare il lavoro ai Ticinesi e colpevoli pure di leso codice della strada. Ora, che gli Italiani abbiano un rapporto non proprio pacifico con le regole stradali è risaputo. Però gli indigeni non sono da meno: per ogni foto di un’auto italiana se ne può produrre almeno un’altra di una vettura con lo scudo rosso e blu sulla targa. Sicché vien da dire: «Da che pulpito». Ma transeat: nell’immaginario collettivo leghista ormai lo straniero, stupratore delle civilissime leggi svizzere, è ormai un archetipo inestirpabile. Stupisce tuttavia lo strabismo selettivo.

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Dal GAS

di Marco Cagnotti

Questa cosa che tutti vogliono poter adottare dei bambini deve finire. Non la si può più sentire.

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Dal GAS

di Shevek

Sul mio pianeta, Anarres, c’è un proverbio: “Indossa per una settimana le mutande di un uomo e solo allora lo potrai giudicare”. Sarebbe bello se i forcaioli dei social media se lo ricordassero, almeno ogni tanto. Invece no: sempre pronti a tranciar giudizi dalle vette della loro arroganza. Il caso più recente è quello della bambina morta di ipertermia in un’automobile in un campeggio.

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